Dr.ssa Claudia Milletti

Psicologa

Iscrizione n. 6074 – Ordine degli Psicologi della Toscana

 

Nell’ambito della neuropsicologia effettuo screening di secondo livello a scopo diagnostico in caso di patologie degenerative (demenze vascolari, Alzheimer, Morbo di Parkinson) o a seguito di danno cerebrale (ictus, traumi cranici). A livello riabilitativo offro sedute di Stimolazione Cognitiva per la prevenzione dell’invecchiamento mentale, per rallentare il decorso di patologie degenerative e per riabilitare funzioni cognitive danneggiate da eventi traumatici. 

Nell’ambito della Psicologia delle Cure Primarie collaboro con i Medici di Medicina Generale per il trattamento degli aspetti psicologici correlati alle condizioni mediche.

Nell’ambito della Psicologia Giuridica lavoro in qualità di Consulente Tecnico d’Ufficio presso il Tribunale di Firenze e di Consulente Tecnico di parte. 

Nell’ambito della psicologia clinica e scolastica sono Tutor per alunni con DSA e BES, e faccio parte di un’equipe multidisciplinare accreditata per il rilascio di certificazioni valide per la scuola. 

 

Consulenza tecnica d’ufficio e di parte

Il ruolo dello specialista  (psicologo, psichiatra, medico legale) che lavora in qualità di Consulente Tecnico d’Ufficio (CTU), nominato dal Tribunale, è quello fornire al Giudice elementi utili a ponderare la sua decisione nel procedimento giuridico (civile o penale), attraverso la raccolta di informazioni sulle condizioni psicologiche, difficoltà e risorse personali, familiari e sociali dei soggetti interessati.

Le “parti”, possono nominare tramite il proprio legale dei consulenti tecnici di parte (CTP),  che potranno partecipare ai lavori peritali, affiancando il CTU.

Consulenze in ambito civile

  • Separazione e divorzio (valutazione capacità genitoriali, affidamento dei minori)
  • Affidamento minori (ai Servizi Sociali o eterofamiliare in caso di inidoneità genitoriale)
  • Adozione minori (accertamento dell’idoneità dei coniugi richiedenti l’adozione)
  • Danno psichico (valutazione e quantificazione di psicopatologie insorte a seguito di incidente o trauma, suscettibili di risarcimento (infortunistica stradale, lavorativa, mobbing, stalking, errori medici, lutto etc…))
  • Valutazione capacità di intendere e di volere, richiesta interdizione, inabilitazione, amministratore di sostegno (capacità di provvedere ai propri interessi in ambito economico, sanitario, sociale).

Neuropsicologia clinica

La valutazione neuropsicologica consente di identificare e quantificare deficit cognitivi acquisiti a seguito di una lesione o disfunzione cerebrale (traumi cranici encefalici, ictus, intossicazioni), o per l’insorgenza di patologie degenerative (demenza vascolare, Alzheimer, morbo di Parkinson, sclerosi multipla), con finalità diagnostiche e di trattamento:

  • training cognitivo per il paziente: finalizzato al recupero delle capacità cognitive danneggiate ed al potenziamento di quelle conservate, allo scopo di migliorare la qualità della vita e recuperare il maggior grado di autonomia.
  • intervento psico-educativo di sostegno psicologico rivolto ai familiari: per condividere gli aspetti emotivi legati alla condizione di salute del proprio caro ed acquisire strategie utili alla gestione degli aspetti della vita quotidiana per ridurre lo stress assistenziale.
  • pianificazione dell’assistenza: attivazione di una presa in carico integrata del paziente da parte di specialisti (geriatra, fisiatra, neurologo) e figure di riferimento del territorio (assistente sociale), e sulle realtà di supporto e sostegno offerte dalla rete sociale. (associazioni no profit di assistenza domiciliare e servizi alle famiglie).
  • vengono inoltre fornite indicazioni sulla normativa vigente riguardo le possibili forme di tutela della persona affetta da patologia cognitiva (accertamento invalidità civile, nomina di amministratore di sostegno ecc..) in base alla capacità o meno della persona di provvedere ai propri interessi in ambito economico, sanitario, sociale.

Neuropsicologia forense

In ambito medico-legale l’esame neuropsicologico è lo strumento di indagine per la valutazione dei sintomi cognitivi, emotivi e comportamentali correlati ad eventi traumatici, nella valutazione del danno psichico ed esistenziale.

Tra gli eventi che possono ledere l’integrità psicofisica della persona e giustificare un eventuale risarcimento del danno subìto rientrano:

  • Traumi da infortunistica stradale
  • Eventi stressanti in ambito lavorativo (infortuni, mobbing)
  • Violenza interpresonale (stalking, maltrattamenti e abusi psicologici)
  • Conseguenze indesiderate di interventi medici

L’esame neuropsicologico forense contribuisce alla valutazione del danno risalendo al funzionamento premorboso, descrivendo e quantificando la natura e l’entità del danno (manifestazioni cliniche, carattere di transitorietà o permanenza del quadro clinico, limitazioni dell’autonomia del soggetto e delle capacità lavorative e psicosociali), e valutando il nesso di causa tra l’evento lesivo ed il funzionamento attuale del soggetto.
La valutazione neuropsicologica è utilizzata anche dalle commissioni per il rilascio/rinnovo delle patenti di guida e per il riconoscimento dell’invalidità civile.

Gli strumenti e le procedure della valutazione psicodiagnostica forense:

  • Colloquio clinico: raccolta di elementi anamnestici, narrazione in prima persona dell’evento traumatico e valutazione soggettiva della propria condizione psicofisica.
  • Raccolta di eventuale documentazione sanitaria (ricoveri, visite specialistiche, esami strumentali)
  • Somministrazione di test neuropsicologici standardizzati
  • Stesura di una relazione con indicazioni circa la validità dell’esame, il funzionamento premorboso e quello attuale, parere sul nesso di causa, eventuale suggerimento di trattamenti terapeutici.

Psicologia dell’invecchiamento

L’allungamento dell’aspettativa di vita è una conquista che comporta parallelamente l’aumento dell’incidenza di patologie legate all’avanzare dell’età, tra cui le demenze, patologie degenerative progressive ed altamente invalidanti.

Non esistendo ad oggi trattamenti medici in grado di arrestare il processo di degenerazione, un ruolo fondamentale è rappresentato dagli interventi di prevenzione e riabilitazione come la Stimolazione Cognitiva.

Cosa è la stimolazione cognitiva?

E’ un trattamento non farmacologico che consente di allenare le funzioni cognitive che utilizziamo nella vita di tutti i giorni, come attenzione memoria e linguaggio.

A cosa serve?

A livello di prevenzione rallenta i cambiamenti legati all’avanzare dell’età (cali dell’attenzione, dimenticanze, parole che restano sulla punta della lingua). Proprio come è importante fare attività fisica per mantenere il corpo in forma e prevenire patologie come diabete, obesità, disturbi cardiovascolari, allo stesso modo il nostro cervello deve essere mantenuto in allenamento per prevenire le patologie che colpiscono la mente, come le demenze.

Quando è già presente una diagnosi di deterioramento cognitivo (demenza vascolare, Alzheimer, Parkinson), serve a rallentare l’avanzamento della malattia, rinforzando sia le capacità cognitive che sono ancora intatte sia quelle deficitarie, per limitare la perdita di autonomia nel tempo e migliorare la qualità della vita della persona e di chi se ne prende cura.   

Se la persona ha subìto un danno cerebrale (ictus, trauma cranico), un programma di riabilitazione neuropsicologica consente di recuperare le capacità cognitive che sono state danneggiate.

Come funziona?   

Dopo una prima fase diagnostica in cui si somministra una batteria di test per valutare il funzionamento cognitivo, si imposta un programma di trattamento personalizzato.

In ogni seduta, della durata di un’ora, si allenano tutte le funzioni cognitive con esercizi specifici in base al profilo della persona, imparando anche strategie da utilizzare nella vita di tutti i giorni.

Perché funziona?

La stimolazione cognitiva si basa su due concetti fondamentali relativi al funzionamento del nostro cervello:

La plasticità è la capacità delle nostre cellule cerebrali, i neuroni, di rispondere agli stimoli ambientali.

Così come con l’attività fisica possiamo mantenere in salute il nostro corpo e riabilitarlo quando viene danneggiato (pensiamo alla fisioterapia per recuperare l’uso di un arto), allo stesso modo, ad ogni età, possiamo allenare la nostra mente con esercizi mirati, per adattarla ai cambiamenti fisiologici legati all’invecchiamento o alle patologie che la colpiscono.

La riserva cognitiva è la capacità del nostro cervello di trovare modi alternativi di funzionare quando viene danneggiato.

La stimolazione cognitiva è quindi un allenamento che ci fornisce strumenti da poter utilizzare in caso di bisogno. Immaginiamo di avere una valigetta degli attrezzi e dover tagliare qualcosa: se al suo interno ho solo delle forbici e queste si rompono, non potrò farlo, se invece ho anche un coltello o un trincetto riuscirò comunque a tagliare. Per lo stesso principio se il mio cervello è allenato ha più risorse per svolgere in modo alternativo ciò he prima veniva fatto dalle cellule danneggiate, risentendo in misura minore della malattia.    

Psicologia delle Cure Primarie

La collaborazione azione tra Medici di Medicina Generale e Psicologi permette una più completa presa in carico del paziente, che tenga conto degli aspetti psicologici e sociali correlati alle condizioni mediche.

Il supporto psicologico motiva la persona a seguire il trattamento medico-farmacologico rispettando le prescrizioni e accompagnandolo ad uno stile di vita adeguato. Ad esempio in caso di diabete e disturbi cardiovascolari un ruolo attivo da parte del paziente può ridurre il bisogno di farmaci e potenziarne gli effetti, riducendo le complicanze legate alla patologia. La letteratura dimostra chi ha avuto un infarto, ha un minor rischio di ricaduta se segue un’alimentazione corretta ed un’attività fisica moderata ma regolare, rispetto a coloro che assumono soltanto i farmaci senza cambiare le abitudini nel mangiare e conducono una vita sedentaria.
In presenza di disturbi del sonno, cefalee muscolo-tensive e disturbi psicosomatici possono essere utilizzate tecniche di rilassamento per insegnare al paziente ad ascoltare il proprio corpo ed alleviare ansia e tensioni, limitando il ricorso all’assunzione di farmaci quando non necessario.

Contatti

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Dove ricevo:

A Firenze presso lo studio Neura, via Giacomini 20. 

A Campi Bisenzio presso gli ambulatori della Misericordia, Via Montalvo, 8. 

Per appuntamenti:

  • Cellulare: 347 6048645
  • Email: claudiamilletti@gmail.com
  • Fax: 055 7471997

 

 

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